Conegliano (TV) - Fuori da ogni dipendenza

Pubblicato da radiokreattiva

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Siamo arrivati all’ultima tappa di #dirittialfuturotour.

Abbiamo terminato quest’esperienza con la visita al centro dipendenze giovanili di Conegliano.
Arrivati nella struttura abbiamo appreso vari aspetti della dipendenza ed è emerso un dato preoccupante relativo all’anticipo dell’età anagrafica in cui i ragazzi si avvicinano al mondo delle sostanze. In particolare, questo fenomeno è causato dalle situazioni familiari instabili: negli ultimi anni sono triplicati i divorzi e separazioni. Anche la scuola sembra fare la sua parte: sembra non avere più un sistema efficiente che valorizzi le diverse competenze e talenti di ogni ragazzo. Questo rende i ragazzi psicologicamente insicuri e facili “prede” delle cattive compagnie, a causa anche delle “pressioni” scolastiche e del sentirsi inadeguati.
In Comunità Giovanile ci è capitato di conoscere quei ragazzi e quelle ragazze dei quali si parla spesso per teoria e quasi mai per quella che è la loro vita nella pratica.
Molti di loro, prima di fare il passo verso un futuro fuori dalle sostanze, credevano di non saper fare nulla. Vivevano nel caos e basta. In Comunità, invece, hanno scoperto la passione per la musica, ad esempio, e si sono ritrovati in essa.

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Prima di incontrare i ragazzi della Comunità di Conegliano ce li siamo immaginati in modo diverso da come sono. Ci siamo messi al coperto seduti in cerchio e gli stessi sguardi (anche se imbarazzati) ci parlavano di loro, della loro vita ma soprattutto della loro tranquillità : quella trovata dopo essere entrati in comunità ed essersi staccati da quelle sostanze di cui si servivano per sfuggire da una vita che non era la loro ma di qualcuno che è costretto a sopportare situazioni del tutto insopportabili!
I ragazzi e le ragazze ci hanno raccontato le loro esperienze e abbiamo potuto cogliere quali sono state per loro le tre difficoltà principali da affrontare:
– prima di tutto non ricadere nell’uso di sostanze;
– lasciare la rete che avevano “di fuori” per crearne una in comunità;
– seguire le regole
Quest’ultimo costituisce un concetto apparentemente semplice o banale (non a caso infatti, come ascolterete nel podcast, il Garante l’ha scelto per riassumere l’incontro).
Queste regole infatti per i ragazzi inizialmente erano incomprensibili ma indispensabili in realtà per la loro crescita.
Hanno parlato molto di scelte e regole, hanno ripetuto più volte che quando sono arrivati a toccare proprio il fondo, a non aver più nulla da perdere, sono entrati in comunità (chi spinto dalla famiglia e chi invece senza supporto familiare). Ci hanno raccontato che appena gli hanno mostrato le regole da rispettare hanno pensato di non potercela fare, dato che loro hanno un passato senza regole ed incominciare una nuova vita è stato molto difficile.
In Comunità, una delle regole principali è il prendersi responsabilità, seguendo a rotazione diverse attività. L’artigianato è fra quelle attività privilegiate, che svolgono costantemente, perchè possano comprendere che “la costanza porta sempre buon frutto“.
Una cosa che colpisce molto, e che non dovrebbe accadere solo in comunità, è che qui i ragazzi scoprono i loro talenti più nascosti, facendoli sentire realizzati. Una ragazza ha detto “È stata la scelta migliore della mia vita venire in comunità“. Ciò ci fa pensare a quanto sarebbe bello se ciascuno di noi facesse delle scelte che realizzino i nostri sogni e ci soddisfino a tal punto da dire la stessa cosa . Di certo, se fosse stato sempre così, non crediamo esisterebbero le dipendenze.

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L’ultima immagine che vi vogliamo raccontare è quella di una ragazza che, nonostante le difficoltà, ha voluto ricominciare con le sue forze e con l’aiuto di una famiglia che ha deciso di prendersene cura, accogliendola nella propria casa donandole “una famiglia normale”. Questa ragazza ha 20 anni ormai ed è uscita dal centro due anni fa. “Star male per poi star bene“: queste le sue parole per riassumere il suo passato. Star male poiché ovviamente all’inizio del percorso di disintossicazione dalle sostanze è difficile ma poi appunto star bene… perché la soddisfazione di aver superato quel traguardo sarà meglio di tutto!
Gli operatori del centro ci hanno detto che il percorso di un minorenne in comunità è pieno di scelte: c’è la scelta di voler cominciare il percorso e la scelta finale per chi è alla fine del percorso che consiste nel decidere se si è pronti a camminare con le proprie gambe, in autonomia.

Conegliano è la storia di tanti che diventa fiaba.
E’ la natura, le relazioni umane e la volontà che raccontano l’esistenza di una vita migliore.

Luana Latorre Di Gioia
Michele Falconetti

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